Quelli che vanno all'Oscar Wilde Irish Pub.

Bislacco che il locale che porta il nome di un noto misogino omosessuale sia gestito da un simpatico buontempone a cui la sgnaccherka piace sopra ogni cosa. D’altronde l’Oscar Wilde Irish Pub è così, un luogo di forti contrasti, capace di essere “Fero” o “Piuma” a seconda dei casi. Un posto per famiglie ma anche per nani, mignotte, orsi ballerini e figli di. Io infatti ci vado sempre. La mia Becks è sempre pronta sul bancone e Francy, il proprietario, mi accoglie con uno jingle personalizzato, saluto Symon il cuoco e vengo travolto dal cinismo di Ilaria, ambigua assistente ai tavoli di questo ameno loco. La saltuaria presenza di Fabio Raschella, istrionico e ostinato teatrante e della sua mirabile ubriachezza, valgono il prezzo del biglietto.