CAPOSALDO CAVOUR - Storia fotografica del 2° reggimento alpini

CAPOSALDO CAVOUR
STORIA FOTOGRAFICA DEL 2° REGGIMENTO ALPINI IN AFGHANISTAN

Esce a fine ottobre il libro "Caposaldo Cavour-Storia fotografica del 2° Reggimento Alpini in Afghanistan" scritto dal colonnello Massimo Biagini e dal maggiore Matteo Mineo, edito dalla "Uniart" di Roddi d'Alba.
Si tratta del primo volume dedicato a una missione italiana all'estero da quando i militari del nostro Esercito partecipano a interventi stabiliti da organismi internazionali fuori dai confini del Paese.
In 228 pagine tutte a colori, con le testimonianze degli uomini e delle donne in divisa dislocati nella provincia di Herat, centinaia di immagini inedite e la prefazione del sottosegretario di Stato alla difesa, Guido Crosetto, si ripercorrono i sei mesi vissuti pericolosamente, ma anche con la soddisfazione di aver adempiuto al proprio dovere, da aprile a ottobre di quest'anno, dalle "penne nere" partite da Cuneo. Il secondo Reggimento (il "Döi", in piemontese) fa parte della brigata Alpina
"Taurinense", per la prima volta dispiegata per intero all'estero sotto il comando del generale di brigata Claudio Berto.
Il colonnello Biagini, reduce da numerose esperienze all'estero, è il comandante del "Döi" e durante la missione ha guidato la Task force "North" di Isaf, basata a Herat. Il maggiore Mineo, anch'egli in forza al secondo Reggimento, si è dedicato alla pubblica informazione dal teatro operativo afghano per oltre due anni, nel periodo 2008-2010.
Il caposaldo “Cavour” è un insieme di più postazioni, italiane e afghane, collegate da profonde trincee scavate a mano (come le "penne nere" fecero quasi cento anni fa, durante la prima guerra mondiale), intorno al villaggio di Quibcaq, uno dei piccoli centri del distretto di Bala Murghab liberati dagli Alpini durante loperazione “Buongiorno”.
Il volume è stato concepito per rendere omaggio e onore a chi ha vissuto con abnegazione e spirito di dedizione unesperienza per nulla facile, mettendo il dovere sempre e comunque al primo posto. Ma è nato anche, e forse soprattutto, per far conoscere meglio allopinione pubblica locale e nazionale ciò che significa prendere parte a una missione come quella in Afghanistan e quali importanti risultati ne scaturiscano. E, poi, c'è anche la non nascosta ambizione di lasciare una traccia concreta e duratura (“scripta manent”...) di uno dei più bei motivi di orgoglio per il nostro sentirci italiani e fratelli degli Alpini.
Nelle pagine del libro viene doverosamente trattato l'aspetto prettamente militare della missione, ma l'attenzione si sofferma in particolare, da un lato, sul lato umano, per dare spazio ai pensieri e alle motivazioni delle "penne nere" del secondo Reggimento, e, dall'altro, sul rapporto con la popolazione locale che, superato il primo momento di diffidenza, ha accettato la presenza italiana, arrivando a collaborare per sventare gli attacchi dei talebani e far individuare i loro depositi di armi ed esplosivi.
Gli Alpini, confermando una tradizione che fa onore alla storia dell Esercito italiano, hanno saputo combattere con valore, questo sì, ma sono anche riusciti a conquistare la fiducia degli afghani, prime vittime degli integralisti islamici e dei narcotrafficanti, non a caso alleati strettissimi, tanto da non poter quasi più distinguere gli uni dagli altri. Questi ultimi, poi, sono furibondi per il fatto che abbia attecchito la strategia suggerita dagli italiani alle altre componenti della missione Isaf, in particolare agli americani: non più bruciare i campi di oppio, cosa che alimentava odio e frustrazione nei confronti degli “invasori infedeli”, bensì convincere i contadini a coltivare lo zafferano, fornendo loro i bulbi per cambiare pratica colturale in modo radicale.
L'editore, Carlo Borsalino, consapevole di ciò e memore della propria felice esperienza di servizio militare fra gli Alpini, ha aderito con entusiasmo alla proposta di realizzare un libro che, con i testi e più ancora con le immagini, testimoniasse e tramandasse ciò che ha significato, per le donne e gli uomini del secondo Reggimento, trascorrere un semestre intero nella base operativa avanzata di Bala Murghab vivendo anche momenti che, senza cadere nella retorica, si possono definire epici.
Il libro è dedicato alla memoria di tutti coloro i quali, eseguendo con coraggio il proprio dovere al servizio della patria e del mandato internazionale, hanno perso la vita durante le missioni allestero dellEsercito italiano.

Si possono richiedere maggiori informazioni scrivendo a:
claudio.puppione@rivistaidea.it, oppure telefonando allo 0173-615282
(fax 0173-615311), casa editrice "Uniart", via Demetrio Castelli 13,
120160 Roddi d'Alba (Cuneo). Il libro costa 25 euro, più le spese di spedizione.